| Il ritratto dei fantasmi |
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gennaio 2012 | ||
Ti cercheranno nei giorni di pioggia, di quella sottile che non fa male. Li vedrai sorridere, camminare a pochi centimetri da terra senza alcuna ragione e tu sarai felice. Scompariranno al nascere di un altro giorno, ritorneranno nelle loro case per indossare i freddi panni degli uomini, di quelli mortali che non hanno interesse di te. |
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Postato da info@mattatore.it il 07/01/2012 1.49.47 | commenta |
| Cosa vorresti per Natale? Due tappi, grazie. |
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dicembre 2011 | ||
Fermo a fissare un punto vuoto mentre il respiro diventa sempre più freddo... |
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Postato da info@mattatore.it il 22/12/2011 2.50.10 | commenta |
| Fermata non prenotata |
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dicembre 2011 | ||
Amava guardare dal vetro sporco del tram tutto quello che accadeva fuori; solitamente usava come sottofondo, durante le fermate obbligatorie, la sua playlist preferita per scacciare via le voci superflue della gente. Questa volta no, era solo, in mezzo ai tanti passeggeri, con i suoi pensieri che proiettavano fuori dal finestrino un lento film bianco e nero. Il viaggio si prospettava lungo e stancante ed oramai la mente lo teneva incatenato al quel sediolino di plastica pesante. Non avrebbe mai immaginato, in quel preciso istante, che al cambio passeggeri potesse ritrovarsi difronte l'invitante sorriso di una ballerina. Si, una ballerina. Gli indizi che la sconosciuta aveva con se portavano a questa bizzarra conclusione: un grosso borsone grigio, un fisico invidiabile e un abbondate maglione di lana rosso porpora che nascondeva le sue labbra dello stesso colore. Il ricambio a quell'inaspettato sorriso fu altrettanto inevitabile. L'imbarazzo in lui cresceva di metro in metro, di fermata in fermata, tanto da mordersi il labbro inferiore per non cadere nella tentazione di quello sguardo che lo stava scrutando minuziosamente senza mai nasconderlo. Da quel momento l'uomo, con tutte le sue forze, cercava di intercettare anche i più piccoli pensieri presenti nell'aria e si rifugiava poi nella vista di fuori ma non poteva e ne tentava di imboscarsi dai ricci capelli autunnali della donna riflessi nel vetro. Dopo una breve e dolce telefonata, che lo aiutò a familiarizzare con la sua voce, la danzatrice scese da quella arruginita lattina meccanica lasciandogli come ultimo ricordo un elegante sorriso sospeso e un amabile, timido «ciao». |
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Postato da Mattatore il 02/12/2011 1.12.14 | commenta |
| Inciampando su un pezzo scomparso |
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novembre 2011 | ||
E' la fame celebrale che mi fa gustare questa canzone, ho atteso tutta la giornata per arrivare ad ascoltarla e godermela anche se non nelle migliori condizioni. Mi accorgo che è ciò che sento in questi giorni: dolce e salato, luce e tetro, è tutto racchiuso nelle stesse note. Gli umori si mischiano - su - giù - pareggiando i conti e lasciando così un inutile senso di vuoto che non serve a nessuno. Mi immergo nell'ascolto e, accordo dopo accordo, percepisco lo stesso grido interiore che riempe i miei giorni: quel pezzo che improvvisamente viene rubato e che mi manca davvero tanto. |
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Postato da Mattatore il 30/11/2011 0.15.12 | commenta |
| Amabili frammenti da gettare |
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novembre 2011 | ||
Era immobile, la polvere si accumulava su di lei e non c'era modo di pulire. Aspettava, senza nemmeno batter ciglio, come di sasso, il momento migliore per alzarsi e andare via. Me la ritrovavo sempre accanto ed era impossibile non notarla, per lei, invece, regnava solo trasparenza. Al suo lento passaggio si animava il vento ed io potevo godere di quell'attimo nel più sacro dei silenzi stringendo forte occhi e pugni. Uno strano giorno non proferì più parola, ma già sapevo, in cuor mio, che avrei iniziato ad amarla. |
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Postato da Mattatore il 27/11/2011 4.40.27 | commenta |
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